Ancora buone prestazioni

Continuano le belle prove dei ragazzi diretti da Fiorenzo Favero che, dopo il 7^ posto del figlio d'arte Emanuele Favero domenica scorsa nel Frare De Nardi a Vittorio Veneto (vedi foto), hanno conquistato oggi a Monte Urano, nelle Marche, un apprezzabile 5^ posto con il venezuelano Luis Antonio Gomez in una corsa resa difficile nella prima metà da una pioggia battente e gelida, e caratterizzata poi da una lunga fuga che lo ha visto come sempre generoso protagonista.

Dai Social

La Storia della Fausto Coppi Gazzera

La prematura scomparsa di Fausto Coppi, fece sorgere, sull'onda dell'emozione, innumerevoli società ciclistiche sia in Italia che all'estero, intitolate naturalmente al "Campionissimo".
Alcune di queste, dopo qualche anno hanno cessato l'attività, altre continuano tutt'ora e tra queste, una ha festeggiato nel 2000, i suoi quarant'anni: L'Unione Sportiva Fausto Coppi Gazzera.
Nessuno tra i fondatori di allora, avrebbe immaginato, nel giorno in cui, nel bar Centrale abituale luogo di ritrovo, prendevano la decisione della nascita di una nuova società ciclistica, che quella che stavano per far nascere, sarebbe stata nel futuro una delle più importanti realtà ciclistiche venete e la prima di Venezia.

LA FONDAZIONE:
Il 2 gennaio del 1960 moriva Fausto Coppi, tra i frequentatori del bar Centrale della Gazzera la notizia della morte diffuse un profondo sgomento per la perdita del "Campionissimo", come d'altro canto in tutti gli sportivi italiani. Il tragico evento fu elemento determinante per far divenire realtà, quello che gli sportivi del quartiere mestrino della Gazzera rimuginavano da tempo: creare una società ciclistica. Nel quartiere già esisteva una polisportiva che svolgeva attività di atletica leggera, calcio e pugilato, ma quello che mancava era una società ciclistica, uno degli sport più popolari e amati dalla gente. Fu così che Mario Dandolo, tifosissimo di Fausto Coppi, Cesare Fuin, Gigi Aita, Bruno Marello, Franco Bonaldi, Giorgio e Giovanni Trento, con il contributo finanziario dei fratelli Favaretto, decisero di fare l'affiliazione della neo società all'Unione Velocipedistica Italiana (antesignana dell'attuale Federazione).
Naturalmente bisognava incrementare i fondi, poiché l'attività sarebbe stata onerosa e a tal fine furono organizzati nel quartiere una gimcana e un incontro di pugilato i cui proventi andarono a incrementare quanto i soci avevano messo da parte. L'atto costitutivo della società vide la luce nel mese di maggio 1960, primo presidente eletto dai soci fu l'indimenticabile Giovanni Valla, tra l'altro socio storico anche della Coin Atletica. Comunque vero "Deus ex machina" della società fu Cesare Fuin che con il suo entusiasmo fece da volano a tutti gli altri.

IL PRIMO ATLETA: 
Non bastava fare l'affiliazione alla Federazione ciclistica per creare una squadra, la nuova Società aveva bisogno soprattutto di atleti, fatto però non così semplice, poiché i ragazzi che iniziavano l'attività preferivano le consolidate strutture di società note e che svolgevano attività già da parecchi anni. Il reclutamento del primo atleta sembra, ma forse lo è, una pagina d'altri tempi, era la primavera del 1960, presso la sede del sodalizio, il bar Centrale, si presentò un ragazzino, appena sceso da una bicicletta da donna, molto magro ed anche molto sudato, sintomo di molti chilometri percorsi in sella a quella bicicletta. Il ragazzo disse di venire da Riese Pio X e di volersi cimentare nello sport delle due ruote, disse anche di aver contattato un'altra società, il Giorgione (famoso sodalizio Trevigiano), ma poiché le iscrizioni presso quella società erano chiuse non lo avevano accettato, pertanto consigliato da alcuni amici era giunto a Mestra speranzoso di poter essere accolto nella neonata società. Certo il fisico che aveva il ragazzo non sembrava promettere molto, ma d'altro canto se si voleva iniziare l'attività servivano gli atleti, così Valentino Santi fu inquadrato negli organici della società nella categoria "esordienti". A lui si aggiunsero subito dopo gli "allievi" Pierluigi Bovone e Piergiorgio Favaro.   Alla fine del reclutamento si contavano sei "esordienti", dodici "allievi" e tre "dilettanti juniores".
Sembrò proprio un segno del destino che la prima vittoria dell' U.S. Fausto Coppi Gazzera la regalasse proprio Valentino Santi a Oderzo. La vittoria mandò in visibilio i dirigenti e naturalmente fu seguita da grandi festeggiamenti che durarono tutta la notte.
Oramai i tifosi e i dirigenti erano convinti che un grande futuro avrebbe atteso la neonata società ciclistica. 

LE PRIME VITTORIE:
Il primo anno di attività non vide solo la vittoria di quella gara a Oderzo da parte di Valentino Santi, lo stesso Valentino nel corso dell'annata colse altre 11 vittorie, tra cui una in pista, sei secondi posti (tra cui quello della leva nazionale al Vigorelli), due terzi posti, uno dei quali nel Campionato Italiano a Roma.  Ma non fu solo Valentino il protagonista di quella stagione, oltre due vittorie furono conseguite rispettivamente da Piergiorgio Favaro e da Pierluigi Bovone.   Il Direttore Sportivo di quell'annata fondamentale per il futuro della nuova compagine fu Adriano Pettinò ex ciclista di vaglia che si era messo in particolare evidenza nell'allora prestigiosa Milano Bologna.
I risultati raggiunti in quel primo anno di attività furono un'ulteriore carica di entusiasmo per tutti i dirigenti che si erano impegnati in questa nuova avventura.  Nel corso dell'anno la Fausto Coppi si cimentò subito anche nell'organizzazione di manifestazioni, organizzò infatti quattro gare: le coppe Burro Giglio e Bart, i Trofei Fausto Coppi e Antonio Bevilacqua (quest'ultimo vinto da Valentino Santi).
L'anno successivo, la Società si rafforzò aggiungendo altri atleti e raggiungendo un organico complessivo di 25 atleti (13 esordienti, 11 allievi e 1 dilettante juniores), pur non riuscendo ad eguagliare l'exploit del primo anno, alla fine della stagione si raggiunsero comunque dieci vittorie e tredici secondi posti. Valentino Santi confermando il suo talento colse tre vittorie.
La partecipazione a un sempre crescente numero di manifestazioni con i propri atleti sempre in evidenza, portò a far crescere l'entusiasmo nei dirigenti e l'affetto dei tifosi mestrini che iniziavano ad appassionarsi per le imprese degli atleti della "Gazzera".